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29/11/2015

PARIGI resta una meravigliosa e fantastica realtà internazionale!

Parigi resta comunque una meravigliosa e fantastica realtà internazionale, anche dopo il tragico evento del 13 novembre che mi ha visto protagonista della storia in diretta, esperienza che non auguro a nessuno di vivere.

Ero partito da Venezia mercoledì 11, volo Easyjet, compagnia con la quale mi trovo molto bene, e arrivo a Parigi Orly Sud, il tutto in un’ora e trenta minuti. Tutto perfetto orari e volo. Giovedì 12 mi aspettava la più grande fiera europea di fotografia, quale è per l’appunto Paris-Photo.

Parigi per me rappresenta sempre uno stimolo ad andare oltre, a vedere con occhi nuovi quello che accade intorno a me.

Sento una magica influenza di questa capitale sul mio modo di vivere e di fotografare. 

Mi inebrio completamente di energia vitale. Di questo ne sono certo, se devo scegliere quale lingua parlare tra inglese o francese, beh non c’è storia. Il francese lo sento proprio mio, come se venisse spontaneo e naturale, la cadenza, la sonorità, la trovo una lingua elegante, suadente e persino sensuale. Insomma a Parigi mi sento a casa mia.

Bene allora giovedì 12 alle ore 12 apre Paris-Photo. Io arrivo per tempo anche se avevo acquistato il ticket on-line direttamente dal sito della fiera. 

Il Grand Palais, che ospita l’esposizione è un’imponente struttura in acciaio e vetro costruita contemporaneamente al Pont Alexandre III per l’Esposizione universale del 1900. La struttura, rappresentativa dello stile Belle Èpoque, presenta una maestosa facciata decorata da colonne ioniche, mentre ai quattro angoli si ergono grandi statue in bronzo.

Situato nella zona degli Champs Elysées, il complesso fu realizzato dagli architetti Henri Deglane, Albert Louvet, Albert Thomas e Charles Girault, i quali lavorarono ognuno ad una zona. 

Una volta entrato in fiera, comprendo subito che la manifestazione è molto importante , come in effetti erano le mie aspettative, in quanto trovo un’ immagine del grande fotografo Andreas Gursky, attualmente considerato uno dei maggiori artisti al mondo famoso per le fotografie di grande formato. Insieme a Axel Hütte, Jörg Sasse, Thomas Struth, Candida Höfer e Thomas Ruff fa parte della Becher-Schüler. Ad oggi la sua fotografia RHEIN II° risulta essere l’immagine che è venduta in asta da Christies che ha superato tutte le più elevate stime di prezzo mai battuto per una fotografia, 4,338,550 Dollari USA. 

Qui dentro, giusto per chi non c’è mai stato, non si vendono fotocamere ed accessori…ma fotografie.

Fotografie d’annata, storiche, immagini a tiratura limitata, edizioni uniche. In ogni stand, di dimensioni diverse trova collocazione una galleria d’arte che propone gli artisti contemporanei oppure nomi illustri della storia della fotografia, quali Bresson, Weston, solo per citarne alcuni.

Le gallerie presenti arrivano da ogni parte del mondo, addirittura da Tapei, Hong Kong e Sidney. Cosa ci fa capire tutto questo? Innanzitutto, se per caso qualcuno non avesse ancora la capacità per capirlo, che la fotografia è arte!!!

La seconda cosa che mi permetto di far osservare…è che questa fiera della fotografia, nasce in Francia,patria nativa della fotografia. Qui in Francia, c’è una cultura della fotografia molto profonda e molto sentita, anche dalla parte di popolazione meno edulcorata.

Girando per le vie dei quartieri più caratteristici di Parigi, il Marais, per esempio, possiamo scoprire che all’interno di molte attività commerciali sono presenti fotografie. Possiamo scoprire che la città pullula di gallerie d’arte, più o meno grandi e di diversa rilevanza che propongono fotografie in vendita. Insomma la Fotografia è protagonista della scena culturale e artistica nella vita sociale dei francesi, non solo dei collezionisti d’arte. Il cittadino della classe media francese, riconosce valore alla fotografia ed è disposto a investire per arredare la sua dimora o lo spazio e i locali ove lavora quotidianamente. Questo in sé è il fatto che fa la differenza con noi italiani…restii ad investire in cultura, nell’arte e men che meno nella fotografia.

Domanda: quanti di voi sono disposti ad acquistare una fotografia d’autore a tiratura limitata in una galleria d’arte, oppure direttamente dall’autore, artista fotografo ed investire una cifra che superi i 1.000 euro? 

Siamo bravissimi nel comprare poster in tela all’Ikea, siamo bravissimi ad appendere infami “croste” al muro delle nostre abitazioni il più delle volte senza un minimo di gusto estetico e mica perché ci mancano i soldi, ma solo perché non sentiamo nostro quel modo di concretizzare la vita, con la realtà dell’arte in senso lato. Mi vien sempre da piangere, quando sento dire che siamo la nazione che detiene il 70% del patrimonio artistico e culturale esistente in tutto il pianeta.

E allora cosa è accaduto di così grave nella storia di questo paese perché noi non siamo più in grado di investire nell’arte e nel credere che sia cosa buona e giusta  acquistare arte? Cosa ci fa essere così ciechi di fronte all’evidenza che l’arte e la cultura offrono occasioni di sviluppo economico e lavoro a migliaia di persone. 

In Francia questo lo hanno compreso molto bene: musei, opere d’arte e gallerie d’arte sono presenti in massa come i bar e ristoranti qui in Italia, perché hanno capito che l’arte genera un Business incredibile. Alle 18.00 sono uscito dalla fiera, stanco, ma conscio, di aver alimentato bene la mia “pancia artistica”. 

Il giorno dopo, il venerdì 13 che è passato alla storia come ben tutti noi sappiamo per i tragici eventi della sera, io lo voglio ricordare come una splendida giornata, non tanto per dimenticare chi ingiustamente è rimasto vittima di un odio cieco frutto di ignoranza e sottocultura e alimentato da invidia sociale, ma in quanto è stata una giornata che mi ha visto approfittare alla grande della meravigliosa offerta culturale fotografica presente nella Ville Lumiere. 

Mostra all’aperto, sulla riva della Senna di fronte al palazzo di Tokyo.

Organizzato dal Musée du Quai Branly e giunto alla 5° edizione “Photoquai” è un appuntamento immancabile per tutti gli appassionati di fotografia. Il tema scelto per questa edizione della biennale è “We are family”: una riflessione collettiva sul tema della famiglia, non riferita al significato tradizionale o genetico del termine ma piuttosto al “fare famiglia” come atteggiamento, come ricerca del senso di appartenenza all’interno di un gruppo. 

In mostra  400 fotografie di 40 fotografi contemporanei provenienti da  Africa, America Latina, Asia, Federazione russa, Medio Oriente, Oceania. Un salto a Palais de Tokyo per la mostra “Warhol Unlimited” per poi concludere nel pomeriggio con una visita alla Maison de la photographie:  un intero edificio nel cuore di Saint Paul, dedicato alla fotografia, dove ogni mercoledì pomeriggio dalle 17.00 in poi è possibile entrare gratis. È così che ho potuto conoscere dal vivo il grande reporter Bruno Barbey, fotografo della storica e prestigiosa agenzia MAGNUM, per la quale  lavorò il mitico Henry Cartier-BRESSON. 

Ecco questa è Parigi, questa è la Parigi che amo e che desidero ritrovare, questa è la cultura che possiamo avere e che dobbiamo importare, come fotografi, come uomini e come parte vera di una società civile impegnata ed entusiasta delle sue origini. 

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