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23/07/2015

Imparare a leggere le etichette - 1a parte

Leggere l’etichetta è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per conoscere le caratteristiche di un prodotto; il suo scopo è quello di informare e tutelare l’acquirente in modo corretto e più possibile trasparente. Il governo ha emanato il D lgs 27/01/92 n. 109 che è il testo vigente secondo il quale devono essere riportate le seguenti indicazioni:

1.     Nome del prodotto

2.     Elenco degli ingredienti

3.    Quantitativo (peso netto/peso sgocciolato)

4.    Termini di scadenza

5.    Azienda produttrice

6.    Codice a barre

7.    Materiale della confezione

GLI INGREDIENTI

Gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantità, in altre parole il primo ingrediente è più abbondante del secondo che a sua volta è più abbondante del terzo e così via. Controllando l’ordine degli ingredienti tra due prodotti simili possiamo quindi farci un’idea di quale dei due è qualitativamente migliore. Tra gli ingredienti non dobbiamo dimenticare gli “ADDITIVI” che di solito compaiono alla fine dell’elenco. Gli additivi sono sostanze utilizzate dall'industria alimentare per migliorare alcune caratteristiche del prodotto come: tempo di conservazione (conservanti), aspetto e colore (coloranti, emulsionanti, ecc.), sapore (esaltatori di sapidità, correttori di acidità, ecc.). Gli additivi non hanno alcun valore nutrizionale e non sono sempre così innocui.

Il loro impiego è regolamentato a livello nazionale e comunitario e sulle etichette sono spesso indicati con la lettera E seguita da un numero. Tra gli additivi ricordiamo:

Coloranti (da E100 ad E199): donano  all'alimento una particolare colorazione migliorandone l'aspetto.

Conservanti (da E200 ad E299): la loro funzione e quella di rallentare il processo di deterioramento del cibo causato da muffe, batteri e lieviti.

Antiossidanti (E300 ad E322): evitano il processo d’ossidazione dell’alimento.

Correttori di acidità (da E325 ad E385): danno all’alimento un gusto acidulo

Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti (da E400 ad E495): migliorano la consistenza del cibo, aumentando l'aggregazione degli ingredienti che altrimenti tenderebbero a separarsi

Aromatizzanti: conferiscono agli alimenti specifici odori e sapori.

Nel prossimo mese vedremo gli additivi uno ad uno e continueremo ad imparare a leggere le etichette.

 

I COLORANTI

I coloranti alimentari sono sostanze che conferiscono un colore ad un alimento o ne restituiscono la colorazione originaria.

Nel caso siano autorizzati dall'Unione Europea, i coloranti finalizzati al consumo sono contrassegnati da numeri preceduti dalla lettera E (Europa); invece, i coloranti destinati ad involucri e rivestimenti alimentari vengono qualificati con  un numero preceduto dalla lettera C. I coloranti alimentari sono segnalati nelle etichette con la seguente dicitura: da E 100 a E 199.

Per alcuni alimenti, la legge italiana vieta l'uso di ogni tipo di colorante. Tra questi alimenti ci sono il caffè, il cioccolato, il vino, l’olio, l’acqua. 

I coloranti si possono classificare sia in base al colore che conferiscono agli alimenti a cui sono aggiunti, sia in base alla loro origine. Qui di seguito sono ragruppati in base alla prima classificazione.

 

E100-109

YELLOW COLOR

E110-119

ORANGE COLOR

E120-129

RED COLOR

E130-139

BLU COLOR

E140-149

GREEN COLOR

E150-159

DARK BROWN/BLACK COLOR

E160-199

VARIETY OF COLOR

 

 

Dei coloranti attualmente consentiti fanno parte soprattutto i gruppi vitaminici (vit B2), le provitamine come il betacarotene, la clorofilla, la curcumina (E100), la riboflavina (E101),il  rosso di barbabietola (E1629) e pochi altri.

La maggior parte dei coloranti presenti in molto dei prodotti che mangiamo come merendine, biscotti, ecc…possono dare effetti collaterali come allergie, orticaria, eczema, asma, rinite, insonnia, fino a possibili effetti cancerogeni.

Allora perché sono permessi? In molti paesi gli stessi coloranti consentiti in Italia sono vietati da molto tempo e già solo questo dovrebbe farci riflettere.

La concessione deriva dal fatto che nelle quantità indicate il colorante non dà effetti collaterali.. ma pensateci…se sommiamo le quantità dei coloranti che assumiamo giornalmente con tutti gli alimenti che ne contengono, queste dosi cominciano di conseguenza ad aumentare!

 

                                                                                                  CONTINUA…..

 

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