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21/11/2014

La Grande Sfida

Da pochi giorni ho iniziato la collaborazione con il portale web Matrimonio Italiano per scrivere delle considerzioni sulla fotografia di matrimonio. Ebbene ..se in un primo momento ciò mi ha entusiasmato non poco, passata la favorevole e positiva emozione mi si sono presentati in mente alcuni interrogativi di varia natura che alla fine mi hanno ragionevolmente creato qualche perplessità.

Ho deciso di dare questo contributo a Matrimonio Italiano, innanzitutto per premiare la scelta strategica di fondo che fin dall’inizio ha caratterizzato la mission di questo portale rispetto agli altri competitors sul mercato.

Fare pulizia, introdurre chiarezza e trasparenza nel mercato del matrimonio, valorizzando le imprese che generano vero valore aggiunto da offrire alle persone.

Fin dai primi vagiti ho collaborato con il team leader strategico di Matrimonio Italiano, proprio per offrigli tutte la mia esperienza nel settore, cercando di fargli percepire quelle che erano e sono le vere strade da percorrere per rimodellare questa filiera dei servizi.

Pertanto la mia collaborazione è dettata anche e soprattutto dal fatto di aiutare a migliorare questo importante mezzo di comunicazione, a non farlo  scadere nell’ovvio  ..nel banale ..nel già visto. Non dovrà essere il consueto portale a pagamento zeppo di inutili proposte che fanno certamente la felicità in termini economici di chi lo gestisce, ma che non offrono alcun valore aggiunto alle aziende presenti e soprattutto non danno risposte qualificate ai possibili fruitori di questo mercato, quali sono le persone che intendono sposarsi.

Il rifiutarsi di offrire visibilità a tutti incondizionatamente solo per il fatto che pagano lo spazio pubblicitario. Questa è una sfida vera!

A questo punto entriamo in argomento.

Mi sono chiesto : cosa vuol dire scrivere di fotografia di matrimonio? Potrei facilmente scadere nel banale e correre il rischio narcisistico di far emergere l’ego più assoluto dimostrando ai più “ come si diventa fotografi di matrimonio” , insomma salire in cattedra ...ritengo sia sempre molto pericoloso, ergersi a maestri poi.... del tutto folle .

Allora cari amici e colleghi tutti ho deciso che la mia linea editoriale sarà per certi versi innovativa e anche leggermente ironica.

Mi è stata concessa carta bianca, non vi sarà alcuna censura.

Bene, mi sono detto, allora proviamoci Alfonso, proviamo a scardinare il meccanismo..proviamo a innalzare il livello della discussione.

Allora in primis sono convinto, che la fotografia di matrimonio è ostaggio dei critici della “domenica”...un po’ come per quanto accade alla Nazionale di calcio...tutti CT della nazionale, noi italiani, tutti che sanno come si fa a vincere il campionato del mondo.

Tutto questo potrà scatenare e provocare anche reazioni indignate, dai soliti “Soloni” di turno, convinti di avere la “patente di fotografi di matrimonio”, solo per il fatto di avere una partita iva e una scritta”fotografo” da qualche parte , o addirittura perché l’hanno sempre fatto fin da bambini, oppure perché hanno la passione della fotografia.

Io di mio innanzitutto sono sempre stato a favore dell’innovazione di concetto e costume e mi piace essere una persona che mette in discussione gli schemi stereotipati, libero dai condizionamenti del costume e della cultura locale.

Soggetti primari della mia analisi per il momento saranno quindi:

La Coppia L’Evento La Fotografia

Le persone innanzitutto devono essere messe nella condizione di percepire l’alto contenuto di Valori che possiamo offrire come fornitori di un servizio.

Ci vuole uno scatto in avanti culturale, necessita lavorare sulla consapevolezza di quanto uniche siano le coppie di futuri sposi.

Necessita farli ragionare sulla verità delle cose della vita...sul perché siamo a questo mondo e che senso diamo alle cose che facciamo nel nostro passaggio terreno, che contributo stiamo dando al miglioramento della vita di ognuno di noi.

A mio avviso, qui è la svolta!

Dare un senso pieno alle cose che facciamo nella nostra vita, piccoli tasselli di un disegno più grande e irripetibile.

Questo ci aiuta a comprendere meglio, ci fa uscire dal banale e dallo scontato.

Potremmo così noi fotografi arrivare a sottolineare una nuova dimensione del rapporto fotografo-soggetto, non più veicolato solo ed esclusivamente da mere ragioni di ordine economico, con una facile lettura: più matrimoni uguale più guadagni, ma al contrario più intreccio rapporti unici, più miglioro la mia vita e la vita delle persone usando il mezzo della fotografia.

Quindi tornare a mettere l’uomo al centro della nostra “mission strategica” e non il facile conto economico.

Questa è la sfida che ritengo sia il fulcro di un ragionamento che sta attraversando la società contemporanea e che questa crisi forse dovrebbe farci comprendere.

Da una società del consumo ad una società dell’utilizzo.

Con il rispetto che vi è dovuto, sentitamente ringrazio.

Alfonso Lorenzetto fotografo

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