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09/07/2015

25 anni di costume italiano

Il tempo passa senza che ce ne accorgiamo, e poi ci svegliamo di colpo Un Giorno e scopriamo che sono passati gli anni.

Capita molte volte di fare questa riflessione.

Sembra sempre tutto ieri...

Invece eccoci qua nel bel mezzo del 2015.

Allora in tutto questo penso che sono esattamente 25 anni.

Si esatto 25 anni di lavoro e frequentazione fotografica, se poi ci inserisco anche i tre anni di studio presso la scuola di fotografia un po' di esperienze personali in situazioni lavorative stagionali, come le estati del '83 e '84 passate a fotografare bambini e famiglie sulla spiaggia del Lido di Jesolo e poi la stagione come fotografo a bordo della mitica nave da crociera  "Achille Lauro" nel 1987, beh allora cari amici qui le cose si fanno pesanti e il conto arriva a più di 30 anni di carriera.

Bene ora comincio a pensare a quanto sia cambiata la storia e il costume di questo paese, ma quanto si sia evoluta la fotografia in genere.

Certo è vero alla fine sempre un' immagine  produciamo, ma i tempi i mezzi e gli strumenti per arrivarci sono veramente tutta un'altra cosa rispetto agli anni 80.

Se poi penso alla esperienza di mio padre, fotografo dal 1950 al 1990, vedo altre circostanze, che avevano avuto anche loro grandi avventi di modernità sia per la strumentazione che per la tecnica, pensiamo all'introduzione delle pellicole a colori verso la metà degli anni 50, altrimenti prima la fotografia era solo bianco e nero.

Loro però potevano permettersi il lusso di avere una fotocamera che poteva venire usata per lunghi periodi, senza divenire obsoleta.

Penso ai mitici marchi Rollei dei paparazzi di Fellini, e poi la fotocamera che consacrava a fotografo, sopratutto di matrimonio: Hasselbald 500 C.

Bene dopo questa piccola parentesi torniamo alla mia esperienza.

Il mio primo matrimonio arriva nel 1986, mentre sono in servizio militare di stanza a Legnano al 2* Btg.Bersaglieri "Governolo".

La sorella di un mio amico si sposa.

Devo chiedere un permesso di uscita di 36 ore per partire e arrivare in tempo per l'inizio della cerimonia.

Bene allora per capire la differenza di costume, vi dico che una delle foto più tradizionali che non poteva mancare nell'album era la foto dei regali tutti accostati per bene dentro ad una stanza, solitamente il salotto di casa, quello per intenderci che non si usava mai, perché il divano era ancora imballato con il telo di cellophane, e tutta la famiglia viveva nella parte inferiore della casa tenendo mezza casa, quella del piano rialzato, come un museo, sempre perfettamente a posto ed inusato.

Sì proprio cosi cari amici: la fotografia di matrimonio aveva uno standard ben preciso, e le foto erano veramente sempre quelle.

La foto con la posa sulla scala, una delle amenità più ridicole del tempo, e la foto col padre della sposa sull'uscio di casa. 

Insomma erano frutto di un costume proveniente per lo più dalla civiltà contadina del tempo, ove era necessario per dare forti messaggi essere in linea e conformi al modo operandi del tempo che evidenziava che la famiglia della sposa era in perfetta linea col tempo vissuto.

Vi lascio immaginare come fosse triste per me allora ragazzo di vent'anni affrontare tali conformismi e abitudini, tanto più che di persona sono stato sempre e sono ancora oggi innovatore per natura e non sopporto il fatto che le persone si assoggettino così facilmente al costume imperante del momento, privandosi così della possibilità di pensare e agire col proprio cervello, senza dipendenza alcuna da fattori esterni, quali famiglie e consuetudini in uso.

Ancora oggi consiglio alle coppie di sposi di cercare di essere veramente se stessi, e di fare ciò che sentono veramente dentro al loro cuore, cioè quello che gli piace.

Purtroppo non sempre ciò è possibile, poiché molte coppie sono ostaggio delle famiglie che sia per motivi economici sia per rispettare alcune tradizioni influenzano in modo totalizzante il matrimonio dei loro figli.

Allora qui, in questi casi necessita tutta la forza dell'esperienza dei miei 25 anni di professione.

Con molto tatto e diplomazia si trovano le soluzioni che, sono sempre mediate, ma certamente portano ad una vantaggiosa soluzione delle piccole problematiche che ogni matrimonio ha in se.

Quindi cari amici il costume cambia di giorno in giorno, e noi possiamo contribuire a innovare con gusto ed eleganza, senza cercare cose sbalorditive e mode pacchiane del momento. Quando dico noi, dico tutti noi, fotografi ed operatori in genere del settore, comprese le coppie che intendono sposarsi. Lo stile si sa...non si compra al mercato, necessita coltivare le circostanze che ricercano questo valore e farlo divenire un faro che ci guida per arrivare con tranquillità al grande porto dell'eccellenza.

Con il rispetto che vi è dovuto.

Grazie 

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