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12/02/2015

La fotografia di matrimonio al servizio del bene comune

In un momento epocale incredibile dettato da forti cambiamenti , voluti o meno, ma dettati sia da fattori economici che strutturali fa capolino e si affranca sempre con maggior vigore la filosofia del " bene comune ".

attenzione non è una rivalutazione del pensiero post- marxista , ma bensì una maggiora presa di coscienza dei consumatori e quindi consumatori consapevoli.

Affermò ciò in base alle diverse prove e testimonianze che vedo e leggo quotidianamente, ma sento anche nelle parole del mio interlocutore massivo quale è il cittadino comune di tutti i giorni.

Spazzata via la classe media da questa " guerra mondiale economica" senza precedenti nella storia dell'umanità è sentiti pareri di diversi autorevoli grandi pensatori del nostro tempo , quali il filosofo e sociologo Zigmunt Bauman e il filosofo e teorico della comunicazione Naom Chomsky, ci ritroviamo per l'appunto di fronte ad una nuova generazione di consumatori che adottano strategie di difesa del loro potere di acquisto in base ad una serie di istanze dettate dalla minore propensione ad una spesa inconsapevole.

Detto questo non si può negare altresì' che vi sia comunque una vittoria dei Brand multinazionali del consumo. In questo mercato di neoliberalismo sfrenato e senza regole siamo divenuti noi tutti solo esclusivamente "merce" da trattare e quindi ecco le grandi strategie di marketing globale che fanno divenire "status simbol" oggetti banali quali ad esempio un telefono mobile, che fa di tutto e che utilizziamo oramai sempre meno per comunicare con la voce.

Queste situazioni create a tavolino rischiano di inchiodarci alla nostra muta rassegnazione e anzi come e solito accadere ci creiamo dei finti alibi per indurre la nostra resistenza interiore a gettare la spugna e indurci all'acquisto. 

Badate bene con questo non colpevolizzo niente e nessuno , ognuno è libero di fare ciò che desidera dei propri denari....ma effettivamente se andiamo a verificare quanta esigenza e quanto sia indispensabile ...ma direi quanto siamo veramente liberi nel fare tale acquisto ...bene su questo ho i miei dubbi ...in quanto il continuo e forte bombardamento di messaggi subliminali che riceviamo  e le nostre insicurezze dell'inconscio giocano in tutto ciò una fortissima componente decisionale. 

Diamo quindi per scontata tale circostanza dei fatti e ritorniamo al "bene comune".

Si profila all'orizzonte la nuova filosofia "dell'acquisto etico consapevole ".

Voglio dire che è in aumento la propensione ad una attenzione maggiore della nostra salute e in  generale della qualità della vita e tutela dell'ambiente ove viviamo .

Grande  e' l'aumento delle persone che ricorrono ad una alimentazione sana ed equilibrata con minore uso della carne e interesse specifico per tutto quello che è la produzione alimentare del mondo biologico.

Da questo si passa ad una maggiore attenzione negli acquisti, ove il produttore si dichiari eticamente attento nella selezione delle materie prime, riducendo al minimo l'impatto ambientale, e utilizzando filiere corte  a km zero e altrettanto attente all'etica circa la produzione.

Quindi dopo tale premessa è chiaro si sta sviluppando  un' uso dell'economia del bene comune" EBC.

Riporto per conoscenza uno dei punti cardine di questo nuovo approccio al mercato:

http://www.economia-del-bene-comune.it/it/NuoviValori.php

3) Il successo economico non è misurato prevalentemente secondo una dimensione monetaria, bensì con il bilancio del bene comune (a livello delle imprese) e il prodotto interno del bene comune (a livello sistemico). Il bilancio del bene comune diventa il primo bilancio di tutte le imprese. Quanto più le imprese agiscono e si organizzano in maniera sociale, ecologica, democratica e solidale, tanto migliori sono i risultati di bilancio che ottengono. Quanto migliori sono i risultati dei bilanci del bene comune ottenuti dalle imprese nell’economia di un Paese, tanto maggiore è il prodotto interno del bene comune.

Pertanto nella considerazione dei nuovi valori da offrire al consumatore finale e quindi in questo caso della fotografia di matrimonio alle coppie che approcciano al fotografo diverrà utile fornirsi di un bilancio proprio del bene comune che viene certificato da enti preposti.

In questo modo potremo offrire ai nostri clienti un grande "plus" etico riconosciuto e certificato che rientra nel valore complessivo di una prestazione professionale.

Come ho già evidenziato più volte per determinare un prezzo al pubblico non basta solo dire sono un professionista fotografo,  ma necessita dotarsi di veri valori da offrire al pubblico, che non sono nel insite in un prodotto , ma frutto di una serie di scelte consapevoli, fornitori materie prime, abbattimento dell'impatto ambientale, insomma tutta una nuova filosofia di servizio e produzione.

Questa a mio avviso è la nuova sfida a cui anche i fotografi che vogliono essere professionisti, non possono sottrarsi, poiché il consumatore al di là della sua possibilità economica o meno sceglie il professionista considerando molti altri aspetti e non solo per la qualità della fotografia.

Alfonso Lorenzetto

 

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