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07/03/2015

Fotografi innovatori o conservatori???

Da sempre sono sostenuto da un interrogativo assillante e forse prepotente per la sua dinamica interiore.
I Fotografi di matrimonio sono innovatori o conservatori ?
Qualcuno potrà osservare che ciò dipende in gran parte dallo spirito critico di ognuno dei fotografi in base alle sua educazione e cultura personale.
Si a mio avviso può proprio anche, ma non solo così.
Io ritengo, per mia natura intrinseca che non ci si possa fermare dinnanzi allo stereotipo del fotografo da cerimonia e che necessiti , ognuno per conto proprio innovare e cercare di andare oltre al già fatto e già visto.
Insomma più che un fotografo vorrei avere la presunzione di poter cambiare il costume sociale riguardo alla fotografia di cerimonia con la proposta creativa che deriva dal fatto che la fotografia in quanto oggetto e prodotto della creatività seppure molto vicina alla rappresentazione di un concetto di realtà apparente è per sua natura “rivoluzionaria” poiché ha dentro di sé l’elemento diversificante e alternativo.
A questo punto spetta ai protagonisti, agli attori deputati alla mansione fotografica professionale di produrre nuovi concetti e sviluppi rispetto alla situazione attuale.
Perché tanta foga direte voi, nel voler esercitare questa proposta.
La soluzione è presto detta , perché il mercato è composto da una miriade di soggetti che propongono “Soluzioni fotografiche” a dei committenti che purtroppo sono oggetto, a mio avviso di una proposta, scadente e banale. Inoltre il più delle volte molti colleghi sono ostaggio del mercato del “prodotto finale” in mano allo strapotere di poche aziende industriali che propongono oggetti su larga scala ad ampia diffusione per ovvi motivi di far quadrare il bilancio economico.
In questo modo si rende omogeneo il mercato, tanto è vero che su dieci fotografi su nove propongono le stesse cose.
Troppe volte sento ancora richieste da parte dei futuri sposi che fissano la differenza tra un fotografo e album.
Ecco quindi la seconda domanda? Fotografi o venditori di album o foto-libri che siano???
Prestatori di servizio o venditori di prodotto ???
Cosa stiamo proponendo ai nostri committenti??? Scarne in scatola con copertine differenti???
Allora a mio avviso è necessaria un’autocritica severa che come fotografi professionisti ci faccia considerare la possibilità di una svolta epocale da questo punto di vista.
Siamo ancora veramente convinti che il nostro fare fotografico , quindi lo stile personale possa fare la totale differenza???
E’ forse per questo che chiudiamo le nostre immagini dentro ad una scatoletta di carne???
Siamo convinti che il consumatore finale ci scelga solo ed esclusivamente perché abbiamo una copertina di album differente dal collega competitor più prossimo???
Io per conto mio posso dire che se so che la carne o il tonno in scatola costa meno al prossimo supermercato, non vedendo differenza sostanziale lo vado ad acquistare al prezzo più basso.
Qualcuno potrebbe osservare che a questo punto la differenza la fa il “marketing aziendale” perché c’è tonno e tonno, come c’è fotografo e fotografo e prodotto e prodotto.
Non a caso c’è lo yogurt normale che ha preso i voti di castità, ma c’è lo yogurt con cui puoi fare l’amore!
Vero ma io osservo che il consumatore finale , quindi la coppia di futuri sposi, il più delle volte non ha scelta… trova sul mercato uno standard e quindi fissa il concetto che non possa esistere altro, e purtroppo fissa anche il concetto che i fotografi siano più o meno tutti uguali e a mio avviso questa è la cosa peggiore!!!
Immaginate per un attimo se fossimo rimasti solo una proposta monopolio anche in altri settori della vita economica. Saremmo ancora alla televisione in bianco e nero???Avremmo ancora una sola compagnia telefonica???
Qui la svolta a mio avviso … spetta a noi attori del mercato della fotografia!
Ripensare e interagire affinché anche il committente sia messo nella condizione di poter trovare soluzioni innovative, e non solo facili mode esterofile quali pre wedding e post wedding e photo booth o altre amenità del genere. Trovo che attualmente, noi fotografi, siamo chiusi per la maggior parte dentro ad un cliché stanco e obsoleto,troppo obsoleto, troppo standard, dove tutti ci copiamo l’uno con l’altro… diventando quindi tutti uguali, e a mio avviso dando una sensazione di “cosa vecchia” all’utente finale, con la conseguenza che se non sono appetibile rischio che la futura coppia a questo punto non sia disposta ad investire denaro e quindi ricerchi la soluzione più economica, che purtroppo continuerà ad esistere perché questa è la legge del libero mercato e aggiungo a malincuore quale concausa, il fatto che tanti attori sono affetti da “masochismo economico”, in quanto non riescono a contabilizzare in modo adeguato il loro giusto valore.
Insomma lavorare verso la proposta alta e qualificante, culturalmente allettante con iniziative che trovino sinergia con altri settori dell’indotto, elaborando un “nuovo costume sociale della fotografia dio matrimonio”.
Ricordiamoci che essere fotografi ha una responsabilità sociale e culturale elevatissima e siamo, per quanto purtroppo ce ne siamo dimenticati propugnatori di cultura dell’immagine.
Sono le nostre immagini che lasceranno testimonianza di questa epoca storica.
Mi chiedo cosa stiamo aspettando per fare innovazione!!!
Trovo attualmente la risposta nella “paura collettiva dei fotografi” perché osare di più e cambiare il già visto è sinonimo di incertezza e quindi di perdita di commesse, e di questi tempi già ben magri nei margini di redditività
Bene , meno male che alla fine…Dio c’é…e quindi
La scelta spetta alla coppia…perché sono unici e libri di scegliere e a volte essendo generazione “smart” hanno le idee molto più nitide e sanno esattamente cogliere le differenze e comprendere se stiamo offrendo “valore” o solamente, “inutili oggetti prendi polvere, peggiori delle più pacchiane bomboniere”.
W la Fotografia.
Con il rispetto che vi è dovuto. 

 

Alfonso Lorenzetto 

 

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