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16/03/2015

La Slovenia e i matrimoni gay

E ora tocca a noi?

Bene ci siamo , anche la Slovenia ha detto sì ai matrimoni gay.

Questo atto di apertura civile per un paese che ha fatto parte fino a venticinque anni fa di un blocco considerato " il male supremo", pone una questione di principio nei confronti di uno sviluppo della società civile, che pone sempre più interrogativi da considerare è che fanno riflettere.

Rompo il ghiaccio subito:

In linea generale io sono a favore dei matrimoni gay, in quanto ritengo che sia doveroso ufficializzare e dare diritti alle coppie gay. Non è più possibile fare finta che il problema non esista. Due persone dello stesso sesso che hanno in comune sentimenti e relazioni di vita devono a mio avviso, poter avere la possibilità di parità di diritti e opportunità, al di là della questione sessualità. Del resto questa assurda situazione che ci vede oramai, noi paese Italia come uno degli ultimi paesi europei che non hanno ancora legiferato in materia ci rende ipocriti alla faccia del resto delle altre comunità.

Inutile dire che il netto atteggiamento di chiusura su queste tematiche da parte della nostra società italiana è da considerarsi retrivo è frutto di pregiudizi oramai del tutto fuori luogo. 

Attenzione che con questo non ho detto che oltre al matrimonio viene automatica anche la possibilità di affidare figli alle coppie gay. Prendiamo in esame una sola questione alla volta e cerchiamo di aprire la discussione.

Certo in molti potranno asserire che ad oggi non è urgente come problema, in quanto ci sono ben altre realtà che devono essere sviscerate e considerate. Concordo su questo aspetto, oggi il tema del rilancio dell'economia e' cosa fondamentale per le nostre istituzioni, e quindi passa in un certo modo in secondo piano.

Ma attenzione il problema resta.

Allora possiamo osservarlo da un altro punto di vista, quello meramente economico per il nostro settore del matrimonio. Nel 2014 in Italia per la prima volta dopo molti anni il dato totale dei matrimoni celebrati  sia in rito civile che religioso è sceso sotto le 200.000 unità.

Pertanto nasce una semplice considerazione.

Quanto potrebbe essere il numero dei probabili matrimoni gay in Italia?

Se andiamo a vedere quale è la situazione dei matrimoni celebrativi, quindi senza alcun valore legale, di coppie gay straniere che scelgono le migliori location Italiane per celebrare il loro "giorno più bello", comprendiamo quanto importante possa essere per il nostro indotto, aprire questo nuovo mercato. In più ci stiamo perdendo di fatto tutte le coppie gay italiane, che vanno all'estero per celebrare il loro matrimonio e quindi perdiamo una notevole fetta di mercato.

Qualcuno potrà osservare che vedo solo l'aspetto economico e quindi in modo del tutto utilitaristico sono a favore dei matrimoni gay. Che bello.... essere liberi di pensare e dire quello che abbiamo in mente. 

Guai a vivere in paesi dove la politica o religione, limitano la tua libertà personale e culturale. Pertanto se dobbiamo pensare a situazioni che diano nuova linfa nel sistema economico italiano, bene mi sento di affermare che anche tramite i matrimoni gay si può dare in parte impulso nuovo all'economia del paese.

In un matrimonio vengono coinvolte molte attività e nei comparti della piccola e micro impresa, che sono da sempre il motore trainante dell'economia italiana. 

Ognuno per conto proprio faccia le proprie valutazioni e se il dato generale riflette una crisi da parte dei matrimoni eterosessuali, proprio perché novità, il matrimonio gay potrebbe generare una nuova fase di rilancio in generale anche di tutto il comparto che si troverebbe a dover rivedere nel suo complesso la qualità dell'offerta esprimendo altre e innovative soluzioni estetiche. 

Insomma un "New Dial" del comparto wedding.

Ecco quindi che liberare energie nuove e sottolineare aspetti della società che oramai sono alla portata del costume contemporaneo, attiva tutta una serie di azioni economiche che portano vantaggio al sistema paese nel suo complesso. 

Come sempre ci vuole "coraggio" nell'affrontare le sfide che sono lì ad attenderci giorno dopo giorno.  Per i conservatori queste prese di posizione , creano tensione e rinnovano le loro paure, frutto nella maggior parte dei casi di pigrizia mentale, di paura del cambiamento. Pensiamo a tutte le conquiste di emancipazione sociale, alle  lotte per i diritti e di opinione che il mondo intero ha affrontato nell'ultimo secolo, pensiamo a quanta strada è stata fatta....cose che un tempo erano "tabù " invincibili sono diventate col tempo solo dei vaghi ricordi, e sembrano così ridicole ai nostri occhi, almeno per chi ha studiato un po' la storia del costume sociale, e vive da contemporaneo.

Pensate invece alla chiusura mentale dei nostri piccoli paesi di provincia negli anni 50 e 60, anche qui nel nord mica solo al sud, dove anche baciare una donna in pubblico, portarla al cinema o a ballare era considerato peccato da gran parte degli uomini di chiesa. Atteggiamenti che ora sono nella normale quotidianità della vita di ognuno di noi, erano banditi o presi di mira per mettere alla berlina le persone, criticate dai famosi "benpensanti". 

Per fortuna qualcuno anche allora ebbe il coraggio di criticare...di opporsi....di liberare energie nuove...e li chiamo' "ipocriti borghesi". Qui a Treviso nel 1965,  fece scandalo e alcuni cinema si rifiutarono di proiettarlo, il film "Signore e Signori" di Pietro Germi raccontava la contraddizione "borghese" fatta di finte buone maniere, di attenti modi di fare , dei baciamano, degli inchini, dei lecchini del potere di allora, per poi sotto sotto sguazzare nella più becera, misera e triste ipocrisia.

Ecco quindi che le scelte e le riflessioni che ci vengono chieste oggi, che sembrano per alcuni versi difficili o controverse, diverranno  il sorriso incredulo dei cittadini del domani, ai quali come sempre accade poi col tempo, studiando e rivedendo la storia del costume sociale, sembrerà  strano e per certi versi assurdo che si sia potuto perdere tempo a dibattere su molte tematiche sociali.

La storia dell'uomo è fatta di innumerevoli accadimenti e situazioni di questo genere.

Chiudo con una provvocazione forte: 

A mio avviso siano i fotografi di matrimonio e le loro associazioni a schierarsi come lobby di interessi   per favorire questa nuova fase del costume sociale, perlomeno per tutelare il nostro mercato, come fanno altre autorevoli lobby in tutto il mondo nei confronti dei loro interessi.

Pertanto , non abbiate timore, ma abbiate cura e fede e coraggio...il futuro arriva comunque voi la pensiate , e i costumi si evolvono a prescindere dal giudizio su cosa è bene o cosa è male.

E poi anche qui chi deve giudicare cosa è bene o cosa è male?

Ma questa è tematica per un'altra libera discussione.

Con il rispetto che vi è dovuto.

 

Alfonso Lorenzetto

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