12-10-2014

Come scegliere l'anello di fidanzamento?  

Sapevate che una donna, nella vita, guarda il suo più di un milione di volte? Non per mettervi ansia, ma vi converrebbe dare un'occhiata alla nostra guida, redatta con l'aiuto di due special guest che in materia di solitari la sanno lunga...

 

L’anello di fidanzamento, essenzialmente, è una promessa. Per chi ancora ci crede, almeno. La proposta di matrimonio si fa con quello che è un simbolo, ma anche un gioiello, un regalo personalissimo e, ça va sans dire, qualcosa non così semplice da scegliere.

Per scrivere questa guida abbiamo chiesto l’aiuto di due donne, Silvia Damiani e Raffaella Banchero, Amministratore Delegato di Tiffany & Co. Italia, rappresentanti di due delle maison più importanti in fatto di anelli di fidanzamento: una italiana, Damiani, e una internazionale, Tiffany & Co. Quello che ne è emerso è un vademecum per districarsi tra tradizione e insidie quando si tratta di diamanti e dintorni. Nella gallery, invece, troverete qualche spunto, super deluxe o low cost, per "supportare" la fatidica proposta.
 

 

Quali sono le regole d'oro per scegliere l'anello di fidanzamento?

Silvia Damiani  - «L’anello, per chi ci crede, è ciò che suggella una promessa che si vorrebbe fosse per la vita. Se c’è un fondamentale imprescindibile è quello di acquistare una cosa di valore. Sempre in base alle proprie capacità economiche, ma senza rinunciare a determinate caratteristiche d’eccellenza. Importantissimo è farsi rilasciare il certificato relativo alla pietra che si acquista»

Raffaella Banchero - «Un anello di fidanzamento è il simbolo universale dell’impegno e dell’amore vero e deve essere per sempre, la prima regola è senza dubbio scegliere la qualità. Tiffany &Co., inoltre, acquista esclusivamente pietre che non siano in nessun modo coinvolte con i conflict diamonds, diamanti cioè che provengono da zone di guerra e venduti clandestinamente per finanziare insurrezioni o attività belliche».

 

Anello di fidanzamento vuol dire solo solitario?

SD - «Ovviamente no,  il diamante, però, ha un significato molto particolare già a partire dall’etimologia della parola,  che deriva dal greco adamas (αδαμας) che significa indomabile, invincibile. È la gemma più dura e più resistente, è simbolo di qualcosa che dura nel tempo. Oltre ad essere una pietra bellissima e  indistruttibile io la preferisco anche per il significato: è un simbolo di promessa eterna, sappiamo benissimo che noi non lo siamo, ma quello è un pezzettino di eternità che ci portiamo al dito. È un modo per credere che almeno i sentimenti possano durare più del nostro passaggio sulla terra».

RB - «Vuol dire principalmente solitario, ma non solo. Un modello molto bello, per esempio, è quello con tre pietre. Mr. Charles Lewis Tiffany è stato, oltre al fondatore della maison, un uomo molto romantico, fu lui infatti che creò la tradizione americana della proposta di matrimonio accompagnata da un anello con diamante. Da allora e per 10 generazioni uomini innamorati hanno osservato questa tradizione e, si dice, ogni donna guardi il proprio anello di fidanzamento più di un milione di volte nel corso della vita».

Che altre pietre si usano generalmente?


SD - «Ci sono persone che preferiscono altre gemme, adesso è molto quotato lo zaffiro, come l’anello di  Lady Diana, che adesso è al dito di Kate Middleton. Parliamo di una gemma considerata tra quelle da usare per il fidanzamento, che a mio parere ne deve contemplare necessariamente una. Una pietra è qualcosa che rimarrà sempre a testimonianza della promessa che ci si è fatti. Poi ovviamente ogni storia ha il suo percorso e dipende molto dai gusti personali dei fidanzati coinvolti: se una va pazza per lo smeraldo probabilmente rimarrà contenta di sapere che il suo fidanzato ha scelto qualcosa in linea con quello che le piace».

RB - «Scegliere una pietra colorata per l’anello di fidanzamento è un modo meraviglioso e inconsueto per farlo risaltare al massimo. Noi abbiamo anelli sui quali sono montati splendidi diamanti gialli, oppure zaffiri o acquamarina.  In particolare i diamanti gialli sono una straordinaria rarità: quelli utilizzati da Tiffany & Co. provengono dalla miniera australiana Gem Diamonds’ Ellendale, la cui produzione è utilizzata in esclusiva».

 

L'anello di fidanzamento può anche non contemplare una pietra?

SD – «È una tradizione talmente bella e ricca di significato, che ragione c’è di non osservarla?»

RB - «Normalmente no. Modelli in oro giallo o rosa senza pietra, per quanto belli e moderni, raramente vengono scelti come anelli di fidanzamento».

 

Cosa fare se si dispone di un budget limitato? Esiste un numero "minimo" di carati?

SD – «Quello che mai si dovrebbe fare è compromettere la qualità: è meglio piuttosto orientarsi su una dimensione più contenuta, ma non si può risparmiare sulla bontà della pietra. Per questo è importante scegliere un marchio che garantisca uno standard qualitativo minimo piuttosto alto. Ci sono persone che, per risparmiare qualcosa, preferiscono una vera di diamantini anziché l’anello con la pietra singola. Un anello di fidanzamento, per essere riconoscibile come tale, dovrebbe montare una pietra di almeno 0,30 carati: la spesa minima, per un gioiello del genere, è intorno ai 1500 – 1600 euro. Ovviamente è pur sempre tanto, all’incirca uno stipendio medio, ma, in fin dei conti, se costasse poco non avrebbe lo stesso fascino e lo stesso valore. Damiani sta per lanciare la possibilità, per le giovani coppie, di acquistare oggi un diamante adatto alle proprie possibilità e poi, se si vuole, fare un upgrade in futuro».

RB - «L’anello di fidanzamento può essere un sogno da milioni di euro, certo, ma anche da poco più di mille. Mi piace pensare che da noi si possa acquistare anche un perfetto anello da 0.18 carati a partire da 1600 euro. Questa accessibilità nell’altissima qualità è uno dei nostri punti di forza».

Quali sono i criteri per scegliere il diamante?

SD -  «Clarity, colour, carat e cut: quattro termini inglesi che corrispondono ai parametri essenziali che guidano il futuro marito nella decisione. Molti  non sanno quanto importante sia il taglio (cut), dalla sua precisione ed eccellenza dipende la brillantezza del diamante. È una questione fisica: un taglio imperfetto impedisce alla luce di venire riflessa dalle varie facce nel modo migliore, una pietra tagliata bene brilla molto di più. Poi c’è la purezza (clarity), cioè la quantità di inclusioni che presenta la pietra, il colore e il peso (carat)».

RB - «Per prima cosa bisogna considerare la qualità della pietra. Tiffany & Co. accetta per i suoi gioielli solo diamanti che soddisfano altissimi standard di qualità, per questo la luminosità di un nostro diamante è leggendaria. La bellezza della pietra è in gran parte determinata dalla quantità di luce che riflette, la missione di ognuna è quella di massimizzare questa bellezza. E poi bisogna senz’altro tenere in considerazione le 4 C». 

 

La scelta dell'anello cambia a seconda dell'età della promessa?

SD – «È più semplice che cambi la disponibilità economica, quello sì. Ma l’emozione di chi sceglie l’anello di fidanzamento è la stessa a tutte le età».

RB - « Personalmente per una giovane sposa di 20 anni suggerirei Tiffany Novo, un anello che ridefinisce il gusto tradizionale con sorprendente novità, mentre per quella 30enne invece trovo perfetto Lucida, introdotto da Tiffany nel 1999 e caratterizzato da un taglio originale».

Se si volesse scegliere un anello non convenzionale?

SD - «Ci sono molti modi per essere non convenzionali, questa è una scelta talmente personale che ognuno deve fare quello che sente possa piacere, ma io credo che qualsiasi donna, anche la meno romantica, sia contenta di ricevere un anello di fidanzamento comme il faut».

RB – «In quel caso suggerirei gioielli come come i three-stones, i pear-shape, i diamanti taglio smeraldo, taglio a cuore, ovali o marquise».

Qual è il modello più venduto?

SD – «Il Minou: è un anello molto particolare che esiste in diverse versioni, dalla più pulita, in oro bianco o platino, a quella con diamanti sulla fascetta: è considerato l’anello Damiani per eccellenza».

RB - «Senza dubbio il Tiffany Setting, l’anello di fidanzamento più famoso al mondo creato nel 1886 da Charles Lewis Tiffany, è ancora oggi il nostro modello più venduto. È un anello in platino con diamante con 6 griffe che elevano la pietra dalla mano verso la luce, sfruttando al massimo la luminosità della pietra».

Esistono delle regole nel caso si regali un anello di famiglia?

 

DM - «È un bellissimo gesto regalare alla promessa sposa un gioiello di famiglia, vuol dire accoglierla nel proprio nucleo. Il galateo però, in questo caso, è un po’ incerto sul da farsi nel caso di rottura del matrimonio. Se l’anello in questione è stato comprato ex novo la sposa non avrà l’obbligo di renderlo (cosa che invece succede se è il fidanzamento ad essere rotto prima delle nozze), nel caso di un prezioso di famiglia è frequente che ne venga chiesta la restituzione».

RB - «Non ci sono regole precise. Io suggerisco di combinare gioielli antichi e moderni, per ottenere uno stile unico e personale».

 

Articolo tratto da Vanity Fair

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