15-04-2015

Il matrimonio del figlio del sultano del Brunei: una favola da mille e una notte, costellata di pietre preziose

Nozze da fiaba in Brunei per il rampollo del sultano, il figlio minore, secondo nella linea di successione al trono del piccolo, ma ricchissimo regno. Il principe, Abdul Malik, 31 anni, il cui padre è uno degli uomini più ricchi del mondo, ha impalmato una 22enne. L'interminabile festa, cominciata il 5 aprile (in tutto durerà undici giorni), ha avuto oggi il momento clou con la presentazione della coppia a una folla di dignatari e nobili, nella sala del trono del palazzo reale.

Mozzafiato i gioielli sfoggiati dalla sposa: diadema tempestato di sei smeraldi a forma di goccia, accompagnato da collana con pendente centrale, spilla, bracciale e anello, tutto con smeraldi grandi quanto uova di quaglia. Ai piedi, decollété Laboutin e cavigliera in oro puro. Particolare il bouquet: niente fiori, solo gemme.

Hassanal Bolkiah, il sultano del Brunei, guida dal 1967 il piccolo Paese ricco di petrolio che confina con la Malaysia. Lo scorso anno il Brunei ha adottato la sharia come legge dello Stato. Il Paese applica una versione più conservatrice e rigida dell’Islam rispetto a Malaysia e Indonesia. Circa il 70% dei 400mila abitanti del Brunei è di etnia malay e di religione musulmana, il 15% invece è di etnia cinese e la parte restante di altri gruppi etnici. Nel Brunei è vietata la vendita e il consumo di alcolici e la pratica di religioni diverse da quella islamica è fortemente ristretta.

L’economia del Sultanato è dipendente dal petrolio: il 96% dell’export proviene da greggio e derivati. Grazie a queste abbondanti entrate in valuta estera, il Paese si può permettere di avere un sistema fiscale estremamente vantaggioso (non esiste un’imposta sulle persone fisiche) e di sussidiare i consumi: la benzina costa meno di 50 centesimi al litro. Negli ultimi anni però la produzione di petrolio è scesa e le riserve sono in calo.

 

 

Articolo tratto da ilsole24ore

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