19-03-2016

Bomboniere al matrimonio: si o no?

Abbiamo scovato quest’interessante articolo su web. Non vi diciamo chi sia l’autore, altrimenti vi sveleremmo troppo presto di che si tratta.

 

Lasciamo a voi la simpatica lettura e la decisione…..

 

 

 

Siete mai stati a un mercatino dell’usato? Nel mare dei tanti oggetti di uso quotidiano ormai dismessi e vintagerie più o meno datata, trovate sempre distese enormi di ninnoli di varia fattura, meglio identificati come ex-bomboniere, a riprova del fatto che esse sono – non me ne vogliate – completamente inutili.

E’ anche abbastanza patetico aggrapparsi alla scusa della tradizione da salvaguardare, visto che l’atto di donare le bomboniere, così come lo viviamo oggi, è uno stravolgimento della reale usanza storica: dovete sapere infatti che la bomboniera (come potete evincere dalla stessa parola) altro non era che una scatola porta-confetti, donata agli sposi dagli invitati, come simbolo di buon augurio e di porta fortuna.

E’ vero che questi piccoli oggetti (tra l’altro di tradizione francese), dal 1700 in poi si evolsero in miriadi di forme, realizzate con pregiatissime fatture in vari materiali preziosi; ma è vero pure che l’inversione del dono non è altro che una sfumatura di quelle ostentazioni tipiche delle classi borghesi, che badano a null’altro se non a far trasparire la ricchezza materiale della nuova coppia.

Al di là della completa assenza di significato etico, va considerato che i soldi delle bomboniere potrebbero servire a voi per qualcosa di ben più importante, per esempio un fondo di risparmio per il vostro primo figlio; oppure semplicemente potrebbero rappresentare un piccolo salvadanaio per ogni eventuale emergenza (e vi assicuro che nella vita da sposati non saranno poche).

Ultimamente, per fortuna, anche quelli che proprio non possono fare a meno di questa tradizione, stanno vivendo una inversione di rotta, volgendo il loro interesse a oggetti più utili dei puttini seduti sui cespugli di rose in porcellana di Capodimonte; sempre più spesso poi, ci capita di trovare sul tavolo delle bomboniere bottiglie di vino, barattoli di confetture e confezioni di miele, tutti assolutamente BIO.

Altre volte invece ci stupiamo positivamente davanti a sposi che si affezionano all’idea delle “bomboniere solidali”, un bellissimo modo per mettere una stellina d’onore al vostro sogno d’amore: potete infatti cercare su internet tutte le associazioni con sedi nelle vostre vicinanze e decidere di devolvere in beneficenza i soldi destinati dalla tradizione allo sciupo; oppure di regalare ai vostri ospiti piantine, il cui costo sarà comunque utilizzato in parte per sostenere orfanotrofi, ospedali e centri di accoglienza.

Eppure la mentalità capitalistica ha trovato una maniera subdola per riportarvi alla triviale usanza della bomboniera; consapevole dell’aria “nature” che si respira da un po’ di tempo a questa parte, incentivata anche da tutte le politiche ambientali in atto, gli abili maestri del commercio dall’anno scorso non fanno che sfornare ninnoli in materiali “ecosostenibili”: ecco dunque tutta la sfilza di oggettini in ceramica artigianale, sacchetti di lino, spaghi, creazioni in iuta, il tutto infarcito da arcobaleni di colori pastello, che vi daranno l’illusione di essere in armonia con l’Universo, mentre gettate al vento i vostri soldi.

Beh, a questo punto, se proprio avete soldini da regalare, spendeteli per i musicisti, che (per fortuna non sempre) in moltissimi casi sono professionisti sottovalutati, nonostante il loro sia un lavoro che richieda del talento, oltre a specifiche competenze.

Siete ovviamente liberissimi di assumere per il vostro giorno persone che fanno finta di suonare, che utilizzano le cosiddette “basi” e che trasformeranno (per due lire) la vostra festa nel solito circo con karaoke e balli di gruppo, durante i quali il 2% del pubblico si “divertirà” mentre tutti gli altri si eserciteranno nelle olimpiadi delle gonadi al rigonfio. Si, siete liberissimi di fare questo e tante altre cose, incluso regalare come bomboniera i cagnolini di Swaroski e i cacciatori coi cani; ma creare un’atmosfera affascinante e coinvolgente è tutt’altro che facile, perciò meglio affidarsi a dei veri professionisti! E quando lo fate, trattateli come tali.

Ci sono per esempio delle domande a cui tutti i musicisti professionisti non vorrebbero più rispondere, tipo “la SIAE è inclusa?” oppure “Ma voi mangiate”?

Care coppie di sposini, voi siete le nuove cellule del tessuto sociale che accoglierà i vostri figli; nel 2016 non potete ancora pensare che i musicisti debbano accollarsi una TASSA che compete a voi, giusta o ingiusta che sia; la tassa SIAE è una vera e propria imposta territoriale, che oscilla di prezzo a seconda della struttura che avete scelto, a seconda del vostro numero di invitati e del tipo di intrattenimento. Quando una struttura vi dice “ve la regaliamo noi” per farvi scegliere la sua musica interna, in realtà ve la farà pagare da qualche altra parte, statene certi; allo stesso modo, quando un’agenzia musicale o una band ve la includono nel preventivo, semplicemente aggiungeranno la somma da pagare al loro compenso.

Per quanto riguarda le esigenze nutrizionali dei suddetti professionisti, potrebbe capitarvi un giorno di avere dei figli musicisti, che saranno sicuramente il vostro orgoglio, ma che potrebbero sentirsi chiedere da qualcuno “se mangiano”, durante una giornata di lavoro fatta solitamente di dodici ore.

Tutti voi sapete bene che non saranno sicuramente i soldi spesi per far mangiare gli operatori del settore il reale sciupo di quel giorno.

Ci saranno tantissime altre cose inutili, dalle partecipazioni su pergamena con rigolo di oro zecchino ai segnaposto, dai tanti fiori recisi che vivranno un solo giorno alle odiatissime bomboniere. Tagliate le cose inutili, tenetevi strette quelle che invece a quel giorno daranno necessariamente una cornice indimenticabile.

Siate parsimoniosi, state “swing.

La “Piacenti e Dolcevita Swing Orchestra sentitamente ringrazia”

Fonte: orchestraswing.it

 

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