17-09-2015

Intervista a Umberto Corazza

M.I.: Il fotografo diventa un'intima presenza del matrimonio, ne è mai nata un'amicizia?

Umberto Corazza: Certo che sono nate amicizie! Credo che un fotografo debba mantenere un certo "distacco emotivo", almeno nelle fasi di maggiore impatto emotivo del matrimonio. Questo non toglie che ci possa essere un coinvolgimento sia come "fotografo", ma anche come persona. La condivisione di certe emozioni porta ad immedesimarsi nell'altro e spesso ad accorgersi che con le altre persone si ha molto da condividere...  

M.I.:Come nasce un album di nozze?

Umberto Corazza: Volendo semplificare un album nasce al momento della stampa, ma per me l'album è improntato ad uno stile sobrio, che mette in risalto la foto prima di tutto, quindi nasce nella mia mente già mentre scatto il giorno del matrimonio, cresce con la scelta delle foto, ma anche quando lo stampiamo in studio, quando tagliamo la carta, rileghiamo e mettiamo la copertina, quindi diciamo che quella dell'album è una gestazione lunga...
Ma se proprio devo individuare un momento di nascita direi che prende vita quando si mette nelle mani degli sposi, è li che si fa emozione. 

M.I.: Lavorare con la creatività è un po' come donare una parte di sé stessi agli altri, come ti senti quando l'opera è compiuta e la consegni agli sposi per il resto della loro vita?

Umberto Corazza: Beh si è una della parti del lavoro più intense, ma non sono molto bravo a spiegare le emozioni, direi che prima di tutto è l'emozione del poter rivivere in empatia le sensazioni vissute il giorno del matrimonio, una specie di "unione" seppur breve, con la coppia, ma anche la consapevolezza che si materializza negli sguardi e nelle espressioni altrui. In breve è la sensazione di avere dato forma a delle emozioni e la consegna dell'album è un rivedere nei volti quelle sensazioni

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