21-09-2015

Chiacchierando con AliceFranchi

Tutti i matrimoni sono belli e tutte le coppie mi hanno lasciato un segno nel cuore. Alla fine si parla sempre di matrimonio, ma ognuno è diverso, ognuno ha la sua storia, i suoi protagonisti e i suoi personaggi, location e atmosfera. A dire il vero non ne ho uno in particolare preferito, perché ogni coppia è a sé ed è comunque difficile dimenticarli.

Sviluppando le immagini come un racconto, come un fotoreporter, non è semplice concentrare in un album tutta la giornata del matrimonio.  Ci vuole, infatti, molto tempo per selezionare e montare le foto che non siano ripetitive, e che lo storytelling prosegua in modo scorrevole e faccia rivivere quegli attimi anche a chi non era presente, come se fosse stato lì.

Per montare e ottenere un bell’album, che non sia scontato e che non annoi, ci vuole molto tempo, come per selezionare le foto: come si dice.. “Roma non è stata costruita in un giorno”!

Di solito una giornata di un matrimonio tipico inizia abbastanza presto, nel senso che in media sono circa 10 ore lavorative, partendo dai preparativi per sposo e sposa, poi la cerimonia, gli scatti di coppia, tutta la parte del reportage durante l’aperitivo, fino alla cena con il taglio della torta e l’eventuale festa. Normalmente io non vado mai da sola, siamo sempre in due. Da un punto di vista organizzativo questo mi permette che siano riprese più situazioni o più attimi nello stesso momento, ma con angolazioni diverse.  Per seguire ogni momento del matrimonio ci dividiamo, quindi è come se facessimo due servizi fotografici.

Poi sempre meglio avere due occhi in più… essendo fotoreporter e quindi raccontare un evento senza intromettersi, è quasi obbligatorio essere in due.

Per cui non riesco a dire se ho un matrimonio preferito rispetto ad un altro, alla fine sono tutti belli, diciamo che se chi si fida di me, del mio lavoro e mi lascia  più libera possibile, sono molto più contenta.

 

Alice Franchi

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