26-11-2013

Intervista a Riccardo Pieri

M.I. - Come comincia un fotografo che si specializza nelle fotografia per matrimoni? Come ti sei avvicinato? Autodidatta, o altro?

 

Riccardo Pieri: Io credo che tutto inizi dalla passione, e sicuramente non ci possiamo inventare fotografi in breve tempo.

 

Nel mio caso ho iniziato a leggere molti libri, prendere confidenza con la mia macchina e successivamente a prendere parte a workshop specifici del settore tenuti dai migliori fotografi matrimonialisti, poi è ovvio, l'esperienza conta tanto, ma quella purtroppo e per fortuna siamo costretti a farsela sul campo dopo anni di duro lavoro.

 

Mai sentirsi arrivati o meglio di altri, dobbiamo soltanto cercare di essere diversi per far apprezzare il nostro stile.

 

M.I. - Gli sposi chiedono spesso di vedere precedenti lavori? 

 

Riccardo Pieri: Non in tutti i casi, ma sono io che preferisco mostrargli alcuni lavori completi perché voglio che siano sicuri fino in fondo che quello che andranno a scegliere sia adatto a loro, la vedo anche come una sorta di garanzia nei miei confronti.

 

M.I. - Quali sono le tappe necessarie per diventare un serio professionista? (Q.I.P, ecc.)

 

La prima tappa è quella di fare tanta gavetta e mettersi a disposizione di chi prima di te a saputo fare della fotografia la sua ragione di vita, semplicemente perché ti aiuta a vedere sotto prospettive diverse, poi non deve mancare assolutamente la conoscenza del proprio lavoro, quindi informarsi su tutte le ultime novità e tenersi sempre aggiornati, e vi assicuro che questo richiede uno sforzo giornaliero notevole.

 

M.I. - Come è composto il tuo kit fotografico hai un equipaggiamento di scorta? Quali usi? A che obiettivo non rinunceresti mai? 

 

Riccardo Pieri: Il mio equipaggiamento è composto da due macchine professionali e i vari obbiettivi, nello specifico io uso Nikon e i miei corpi macchina sono D4 e D3s, l'obbiettivo che più mi affascina è il 35mm, lo amo perché riesce a dare una precisa visione della realtà.

 

M.I. -  Quanto tempi occupa l'editing dell'immagine? Il lavoro fatto postediting? 

 

Riccardo Pieri: Il lavoro di Editing è senza ombra di dubbio il più impegnativo, mediamente per sistemare tutti gli scatti di un matrimonio impiego dai 4/5 giorni e successivamente un paio di giorni per l'impaginazione dell'album nel caso che la coppia scelga il fotolibro, altrimenti se optano per il tradizionale ho bisogno di uno o due giorni in più per eseguire tutte le stampe e di conseguenza l'impaginazione.

 

M.I. - Quanti scatti consegni alla coppia? Fai un back up dei lavori? 

Riccardo Pieri: Gli scatti consegnati sono circa 2000 più una selezione di circa 150 post-prodotti. Se faccio un backup dei mie lavori?????....no due.

 

M.I. - Se c'è una cosa della tua professione che vorresti cambiare. 

 

Riccardo Pieri: Sostanzialmente non vorrei cambiar niente della mia professione, a volte vorrei soltanto che le persone capissero la mole di lavoro che ci sta dietro, sembra quasi che il fotografo non faccia niente in alcuni casi ma vi assicuro che le giornate sono lunghe e faticose anche per noi.

 

M.I. - Dopo quanti anni si matura un'esperienza significativa?

 

Riccardo Pieri: Sono convinto che in fotografia non si maturi mai, è sempre una rincorsa con noi stessi e con le nuove tecnologie, ovvio poi che con il tempo si prende più dimestichezza col lavoro, ho detto dimestichezza e non sicurezza, la sicurezza è bene non averla mai altrimenti si rischia di addormentarsi da soli.

 

M.I. - Quali sono i Wedding Reportage nei quali ti sei più divertito? E quelli più impegnativi? Quelli che in qualche modo ti sono rimasti nel cuore?

 

Riccardo Pieri: Nella maggior parte dei casi mi sono sempre divertito, amo stare in mezzo alla gente e vi assicuro che nel cuore mi sono rimasti proprio tutti perché ogni coppia a suo modo e diversa e speciale.

 

M.I. - Quali location ti hanno attratto di più, da un punto di vista dell'ispirazione?

 

Riccardo Pieri: Sono attratto dai castelli e ogni volta che mi sono trovato a fotografare matrimoni all'interno di essi mi sentivo a casa e di conseguenza la mia ispirazione mi aiutava.

 

M.I. - Che tipi di fotografi ammiri, a parte quelli del settore?

 

Riccardo Pieri: I fotografi di reportage di guerra, anche se oggi sono rimasti sempre di meno ammiro il loro coraggio per la voglia di raccontare, anche in condizioni rischiose per la vita stessa quello che succede in giro per il mondo, è grazie a loro che siamo sempre informati su tutto ciò che accade.

 

M.I. - Fai anche altri tipi di fotografie, o sei interamente assorbito dal lavoro?

 

Riccardo Pieri: Per lavoro faccio anche fotografie a fini commerciali, e per passione mi diletto in fotografia glamour e reportagistica.

 

 

M.I. - Cosa consiglieresti agli sposi, per avere un album fotografico ben fatto? (Dalla scelta del fotografo, all'attegiamento che devono tenere, tutto)

 

Riccardo Pieri: Questo è un punto che mi tocca molto da vicino, ma cercherò di essere il più breve possibile. Alla coppie che vengono da me chiedo loro sempre dei sacrifici, quali incontrarsi più volte, mangiare una pizza insieme, avere comunque, quando ci è possibile, un po' di tempo libero da dedicarci, perché ritengo sia fondamentale per me e per loro fare conoscienza e abituarsi l'uno alla presenza dell'altro, solo così sono certo che nel giorno del loro matrimonio potremmo fare un lavoro al massimo delle aspettative di entrambi.

 

L'atteggiamento che richiedo è quello di essere il più naturali e disinvolti possibile, non devono affatto preoccuparsi della mia presenza, anzi io per loro devo essere un amico e non il fotografo pronto ad immortalare ogni suo movimento o gesto, è solo così che il lavoro verrà naturalmente bello. Per quanto riguarda la scelta del fotografo, che sia io ho altri bravissimi colleghi, deve essere fatta con calma e secondo il proprio stile.

 

M.I. - Cosa consiglieresti a chi si vuole avvicinare al mestiere?

Riccardo Pieri: Forza, coraggio e tanta, ma tanta passione, mettersi in discussione tutti i giorni e non pensare mai di essere bravi o arrivati, quello sarebbe il primo passo verso l'insuccesso.  

www.riccardopieri.com

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