24-04-2015

Intervista Enzo Masella - APRILE 2015

M.I.: Citandoti, possiamo dire che fotografare è un po’ come congelare un emozione ed esprimerla al meglio. Alle volte, però, capita che un istante insignificante diventi, attraverso la fotografia, un attimo indimenticabile e di inaudita bellezza. Raccontaci un tuo scatto.  

ENZO MASELLA: Diciamo che un istante poco importante ( o insignificante ), può essere congelato in una immagine e risultare anche interessante dal punto di vista visivo, ma ciò non significa necessariamente che sia una bella fotografia. Sarebbe bene distinguere inoltre la fotografia come "strumento" per rendere immortale una precisa emozione, dall'immagine come "strumento" in grado di re-interpretare la realtà".

Il confine è labile ed il ruolo dell'autore perciò si divide:  Si può essere testimoni di un'emozione oppure artefice di un'emozione. Ecco credo che la giusta qualità per un fotografo, sia quella di essere capace di sintetizzare in un solo scatto, queste due prerogative. 

La ricerca del mio scatto è semplice... vivo le emozioni del matrimonio come se fossi uno dei partecipanti all'evento, osservo come cambia la luce nella location in cui ci troviamo, peso la disponibilità dei miei sposi a prestarsi o meno a qualche scatto creativo, interagisco con gli invitati ed il gioco è fatto. Un po' di tecnica, le mie preziose lenti ed un filo di esperienza, assicurano sempre il risultato che cerchiamo.

M.I.:Dal 2010 sei membro della Wedding Photojournalist Association, che promuove il reportage come stile fotografico per il matrimonio. Ci puoi spiegare meglio di cosa si tratta?

ENZO MASELLA: La WPJA è il circuito internazionale di fotografia da matrimonio forse più conosciuto. Vi si accede attraverso una selezione, che garantisce perciò un buon livello qualitativo. Ogni fotografo descrive la propria metodologia di lavoro e condivide le immagini in un portfolio. La cosa più interessante è comunque la serie di quattro "Contest" annuali che WPJA organizza. Immagini di matrimoni da tutto il mondo, i colori dei matrimoni indiani, lo sfarzo dei ricevimenti statunitensi, la poesia delle cerimonie in riva all'oceano pacifico culture ed usanze diverse dalla nostra, che aprono gli occhi ( e le menti ) e stimolano la nostra ricerca. Vi può partecipare ogni fotografo iscritto e sebbene non sono in cima alle classifiche, più di qualche scatto ha lasciato il segno.

M.I.: Emozione e tecnica, un connubio importante: come ti prepari e da cosa ti fai ispirare nei tuoi shooting?

ENZO MASELLA: E’ giusto precisare che il mio è un lavoro di equipe. I miei soci ed i nostri assistenti sono un irrinunciabile tassello di questo dinamico mosaico. In ogni caso, la cosa fondamentale per un buon scatto, è la luce. L'impiego di flash e diffusori sono molto utili per dare il massimo risalto ad una scena, per isolare un'emozione. La difficoltà è quella di mescolare bene la luce artificiale con la luce naturale e di spremere al massimo i pixel del sensore per catturare tutta l'atmosfera che si crea durante il matrimonio. Sono fasi salienti per un buon risultato fotografico...con un goccio di prosecco.

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